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COMUNITA’
MONTANA VALLI
AVETO
GRAVEGLIA e STURLA
PROGRAMMA
AMMINISTRATIVO
2004-2009
(Una Proposta per l’entroterra)
PREMESSA.
La peculiarità delle zone montane è stata sancita dai padri
costituenti che all’art.44 della carta costituzionale hanno affidato
alla legge il compito di disporre provvedimenti a favore delle zone
montane.
Con la Legge 1102/71 si è dato il via all’iter di costituzione delle
Comunità Montane, istituite nei territori Montani alla metà degli anni
70 con il ruolo di concorrere alla eliminazione degli squilibri
esistenti tra le zone montane e il resto del territorio.
L’impostazione data dalla Legge 71 vede le Comunità Montane non certo
come enti locali ma come enti strumentali, che operano in forza di
deleghe e compiti assegnatigli dalle
singole Regioni.
Con l’approvazione della legge 142/90 le Comunità Montane sono
finalmente definite enti locali.
Gli artt. 28 e 29 riconoscono alle Comunità Montane autentiche funzioni
attribuite loro dalle Leggi Statali e Regionali; inoltre viene loro
riconosciuta la possibilità di gestire funzioni delegate dalla Regione,
Provincia e Comuni.
Alle Regioni viene assegnato il compito di delimitare territorialmente
le singole Comunità Montane e di regolamentare il loro funzionamento
attraverso specifiche normative Regionali.
La Regione Liguria con la legge 20/1996, “Riordino delle Comunità
Montane”, ha ottemperato a quanto previsto dagli art. 28 e 29 della
legge 142.
Malgrado che con la riforma della 142 e con il successivo DLGS 267/2000
le attribuzioni di funzioni (almeno formalmente) siano aumentate, le
Comunità Montane continuano a disporre di una finanza quasi interamente
derivata, rappresentata da trasferimenti statali e regionali, mentre
risulta del tutto insignificante l’apporto di risorse proprie, essendo
detti Enti sprovvisti di autonomia impositiva.
Con il testo unico degli Enti locali DLGS 267/2000, vengono rafforzati i
profili istituzionali dell’ente: infatti,
le Comunità Montane vengono definite dall’art.27 come
“Unioni di Comuni, enti locali costituiti fra comuni montani o
parzialmente montani”, con il compito di esercitare “funzioni
proprie, funzioni conferite e per l’esercizio associato delle funzioni
comunali”.
L’elemento basilare del T.U. è la definizione delle Comunità Montane
come Unioni di Comuni.
Tuttavia, al fine di sgomberare il campo da equivoci, deve essere
altrettanto chiaro che la Comunità Montana non è una unione di Comuni
costituita al solo scopo di esercitare in funzione associata le deleghe
conferite dai singoli comuni, funzione che nella nostra realtà è stata
esercitata in maniera del tutto residuale, sia per conformazione
orografica del territorio, sia per la mancata volontà di procedere in
tale direzione da parte delle singole amministrazioni comunali.
Essa resta un Ente Locale a cui fanno capo una serie di funzioni legate
alla valorizzazione e sviluppo del territorio montano.
Quindi il T.U. affida alle Comunità Montane un duplice compito
inscindibile e complementare, cioè la valorizzazione della forma
associativa dei servizi e una politica di sviluppo del territorio.
Il T.U. stabilisce altresì che a far parte degli organi della Comunità
Montana sono chiamati solo “Sindaci Assessori o Consiglieri dei Comuni
partecipanti” con l’obbligo di assicurare la presenza delle
minoranze comunali, al fine di consentire un maggior collegamento con le
singole amministrazioni.
ANALISI
GENERALE.
Presentare una proposta per il Ns. comprensorio significa analizzare un
vasto territorio la cui dimensione complessiva rappresenta quasi il 20%
dell’intera superficie della
Provincia di Genova.
Un territorio che comprende aree (quali la bassa Val Graveglia e la
località Costa del Canale
in Comune di Mezzanego), in cui sono presenti alcuni insediamenti
produttivi tra i più dinamici dell’intera Provincia di Genova.
A queste zone, localizzate nell’immediata fascia retro costiera e
caratterizzate da una marcata presenza di attività produttive,
fanno da contraltare altri territori, (la valle dell’Aveto,
l’alta Valle Sturla e l’alta Val Graveglia), colpiti da fenomeni di
spopolamento e invecchiamento della popolazione.
A metà strada tra questi lembi di territorio c.d. “produttivi” e i
Comuni localizzati nelle zone più interne e lontane dalla costa, vi
sono alcune zone (la bassa e media valle Sturla e la media
Val Graveglia), in cui si nota un incremento dei residenti
favorito dalla vicinanza alla costa (10/15 Km) e dal minor costo di
acquisto o di locazione delle abitazioni.
Pertanto, il territorio che definiamo, complessivamente, “Valli Aveto
Graveglia e Sturla”, è una somma di diverse realtà che
sinteticamente si possono riassumere:
1)
Territori
ad alta vocazione produttiva e commerciale.
2)
Territori
prevalentemente residenziali.
3)
Territori
tipicamente montani, a vocazione prevalentemente turistica ed agricola.
Una richiesta comune a tutto il Ns. entroterra è quella di migliorare
la viabilità esistente, in modo da accorciare e rendere più sicuri i
collegamenti con la costa.
Sarà pertanto necessario migliorare la percorribilità della ex strada
statale 586 dell’Aveto; si dovrà intervenire sulla Provinciale della
Val Graveglia per risolvere il problema delle strettoie in località
Settembrin.
Un discorso a parte merita il progetto di prolungamento di Viale Kasman
nel territorio dei Comuni di Chiavari e di Carasco, la cui realizzazione
deve essere perseguita non solo dalle amministrazioni comunali
territorialmente competenti, ma anche dalla Ns. Comunità.
Un altro settore su cui puntare per lo sviluppo del nostro entroterra è
quello dell’agricoltura, non solo sotto il profilo economico ma anche
sotto l’aspetto del presidio del territorio.
Infatti, la manutenzione del territorio effettuata dai contadini
rappresenta una delle difese migliori per prevenire dissesti
idrogeologici e incendi.
Il mondo agricolo della nostra comunità è caratterizzato da una
massiccia
presenza di micro aziende a conduzione familiare, in parte
costituite da giovani che, con grande sacrificio e spirito
imprenditoriale, sono tornati alle antiche attività agricole, in parte
da anziani contadini che resistono a presidio del territorio.
Le produzioni principali sono: la lattocasearia
e l’allevamento da carne per la Valle dell’Aveto e l’alta
Valle Sturla; l’olio di oliva per la Val Graveglia e la bassa media
valle Sturla; il castagno che abbraccia l’intero entroterra; la
produzione ortofrutticola per la Val Graveglia; il vino per la Val
Graveglia e alcune realtà presenti nel Comune di Mezzanego; la
coricoltura per il comune di Mezzanego.
E’ da sottolineare che queste produzioni, spesso limitate come
quantitativi, sono caratterizzate da una elevata qualità che si deve
però confrontare con costi di produzione che, a causa della
conformazione orografica del terreno, sono più elevati rispetto a
quelli dell’agricoltura di pianura.
Per sopperire a questo iniziale svantaggio il principale impegno da
perseguire è quello di valorizzare le nostre produzioni con lo scopo di
impedire, per esempio, che il latte prodotto nelle nostre zone finisca
in un unico calderone con il latte proveniente dalla pianura o
dall’estero.
Questo obbiettivo è raggiungibile favorendo la nascita di forme di
cooperazione tra le aziende agricole, o il loro potenziamento dove
queste forme associative sono già presenti, in modo da riuscire a
trasformare e/o confezionare sul posto i prodotti della nostra terra ed
effettuare la commercializzazione direttamente.
Bisogna legare lo sviluppo turistico dell’entroterra non solo alle
bellezze ambientali ed alle emergenze storiche presenti sul territorio,
ma legando il nome del territorio anche a un prodotto agricolo.
E’ necessario incrementare le attività agrituristiche che possono
diventare un’ottima forma di integrazione di reddito per le aziende
agricole locali.
Nel campo della silvicoltura è necessario creare una filiera del legno
in modo da ottimizzare lo sfruttamento del bosco che può e deve
rappresentare una risorsa importante per l’entroterra.
Le nostre Valli sono ricche di attrattive naturali ed emergenze storiche
che, valorizzate e legate, anche, a percorsi enogastronomici, possono
diventare motivo di attrazioni per i turisti ed i visitatori in genere.
Nel settore sociale l’entroterra ha necessità di migliorare i servizi
destinati agli anziani ed all’infanzia.
Bisogna potenziare il servizio di assistenza domiciliare agli anziani
residenti
sul territorio, in modo da consentire loro, il più a lungo
possibile, la permanenza nelle abitazioni e nei paesi ove hanno sempre
vissuto.
Analizziamo ora i singoli settori di intervento, con le azioni che la
nuova amministrazione intende realizzare nel ciclo amministrativo
2004-2009.
DIFESA
DEL SUOLO
Il territorio della nostra Comunità Montana nel passato ciclo
amministrativo è stato colpito, negli anni 1999-2000-2002, da tre
successivi eventi alluvionali, che hanno provocato gravi danni alle
infrastrutture viarie, ad alcuni agglomerati urbani e agli argini dei
torrenti che attraversano il nostro territorio.
Grazie ai finanziamenti statali ottenuti, tramite la Regione Liguria e
la Provincia di Genova, le singole amministrazioni comunali sono
riuscite a risanare molte delle ferite inferte al nostro territorio.
Tuttavia relativamente all’ultimo evento alluvionale del 2002 restano
ancora insoddisfatti alcuni progetti di messa in sicurezza e le
richieste danni formulate dai privati cittadini.
E’ da sottolineare che nella gestione dell’emergenza e del
ripristino dei danni alluvionali il nostro ente ha avuto un ruolo del
tutto marginale limitandosi a gestire alcuni interventi minori, in
quanto i Comuni hanno sempre rifiutato di delegare la Comunità Montana
a svolgere la funzione di capofila nel formulare e presentare le
richieste di finanziamento per il ripristino dei danni subiti.
Nel prossimo ciclo amministrativo la Comunità Montana, oltre a
predisporre i programmi triennali di difesa del suolo in base alle leggi
regionali 183/89 e 46/96, dovrà farsi promotrice di una politica di
sensibilizzazione nei confronti degli enti superiori, con l’obbiettivo
di ottenere lo stanziamento di risorse destinate alla prevenzione dei
dissesti idrogeologici, così cambiando l’impostazione odierna più
orientata al ripristino che alla prevenzione dei dissesti.
Nell’opera di prevenzione dovranno essere coinvolte anche le aziende
agricole presenti sul territorio affidando loro, ove possibile, piccole
opere di manutenzione.
Nella redazione dei programmi di difesa del suolo si dovrà tenere conto
della normativa stabilita dai piani di bacino,
cercando di andare incontro alle richieste dei cittadini in modo
da evitarne l’opposizione, come si è verificato in passato per alcuni
progetti di manutenzione idraulica e forestale.
Un altro obbiettivo che si prefigge la nuova giunta è quello di
costituire una squadra di protezione civile a livello di Comunità
Montana, la cui nascita permetterebbe di meglio gestire eventuali future
emergenze, rafforzando allo stesso modo lo spirito di cooperazione tra
le diverse realtà che compongono la nostra Comunità.
AGRICOLTURA
L’allargamento ad EST dell’Unione Europea porterà ad un inevitabile
ridimensionamento dei sussidi e dei piani di aiuto al mondo agricolo.
Il piano di sviluppo rurale 2000/2006, ormai in fase di esaurimento,
doveva rappresentare una straordinaria occasione di sviluppo per la
nostra comunità, dato che le misure ivi previste (9 per la forestazione,
17 per la gestione delle risorse idriche agricole, 18 per viabilità
interpoderale) potevano essere utilizzate dal nostro Ente per migliorare
le condizioni di vivibilità ed accessibilità al territorio.
Invece, la Comunità Montana si è limitata soltanto a svolgere compiti
di tipo burocratico, occupandosi della semplice istruttoria dei progetti
presentati dai Comuni (così appesantendone anche l’iter) ed
abdicando in principio a qualsiasi ruolo propositivo e
progettuale.
La nuova giunta si propone, come primo obbiettivo nel campo della
politica agricola generale, di aprire un costruttivo confronto con la
Regione Liguria, al fine di ottenere il rifinanziamento, almeno
parziale, del Piano di Sviluppo Rurale o, in alternativa, la creazione
di nuovi strumenti di aiuto allo sviluppo delle aziende agricole
presenti sul nostro territorio.
Una particolare attenzione dovrà essere posta al settore lattocaseario,
il quale rappresenta, come già detto, per la Val D’Aveto e l’alta
Valle Sturla la principale attività agricola.
Purtroppo, in questi anni si è assistito ad una lenta ma progressiva
diminuzione delle aziende presenti sul territorio dovuta in parte
all’invecchiamento degli addetti, in parte a problemi nella raccolta
del latte, che rischiano di “strangolare” i nostri produttori.
Compito della nuova amministrazione sarà quello di aprire un tavolo
negoziale con gli allevatori, le organizzazioni di categoria e gli enti
superiori (Regione e Provincia), al fine di concordare gli opportuni
interventi per porre fine ai disagi esistenti.
La difesa degli allevatori delle nostre valli è di fondamentale
importanza per il nostro Ente, in quanto essi rappresentano anche una
straordinaria forma di presidio e difesa del territorio.
Questo obbiettivo va perseguito anche mediante incentivi alle aziende di
maggiore dimensione, al fine di consentire il raggiungimento di
elevati livelli qualitativi; relativamente alle aziende minori,
dovranno essere studiate particolari forme di agevolazioni, in
considerazione dell’indispensabile apporto dato dalle stesse alla
tutela del territorio.
L’obbiettivo finale che si prefigge la nuova giunta è quello di
riuscire a promuovere e pubblicizzare attraverso i prodotti lattocaseari
la Val D’Aveto e l’alta Valle Sturla; ciò potrà avvenire solo se i
caseifici presenti nel nostro comprensorio potranno compiere tutto il
ciclo di trasformazione del latte prodotto nelle vallate.
Un altro settore di grande attenzione per l’Amministrazione entrante
è quello dell’olio.
Il territorio di tre Comuni (Borzonasca, Mezzanego e Ne) appartenenti al
nostro Ente ricade nelle aree di produzione della DOP “olio
extravergine Riviera di Levante”.
Nel passato ciclo amministrativo la Comunità Montana ha concesso
contributi per l’acquisto e l’impianto di piantine di olivo
appartenenti alle cultivar lavagnina, leccino, frantoio e pendolino.
Bisogna proseguire in questo percorso cercando di valorizzare
soprattutto la cultivar autoctona Lavagnina.
Nell’ultimo anno, la Comunità Montana ha anche appoggiato il progetto
portato avanti dal Consorzio di Miglioramento Fondiario di Isola di
Borgonovo in Comune di Mezzanego volto a realizzare un frantoio
olivicolo.
Il suddetto progetto è sostenuto anche dalla Provincia di Genova,
dall’Ente Parco Aveto e dal Comune di Mezzanego; sarà realizzato per
la stagione olivicola 2005/2006.
Questa moderna struttura sarà a servizio di tutti gli olivicoltori del
nostro comprensorio con l’obbiettivo di raggiungere un miglioramento
qualitativo del prodotto e quindi, successivamente, attraverso la
costituzione di un consorzio di produttori, di arrivare
all’imbottigliamento diretto dell’olio delle nostre colline.
Il suddetto progetto permetterà di legare il nome della fascia
collinare del nostro territorio ad un prodotto di elevata qualità,
capace di confrontarsi, alla pari, con i migliori oli italiani.
Altro importante settore di intervento per la nostra Comunità Montana
è rappresentato dalla tutela dei castagneti esistenti e dalla relativa
coltivazione degli stessi.
Il castagno ha rappresentato, nel passato, una delle principali fonti di
sostentamento delle popolazioni locali, caratterizzandone altresì la
cultura e le tradizioni.
Dopo un lungo periodo di declino, a metà degli anni 90, grazie a
finanziamenti comunitari, è iniziato un lento ma graduale recupero dei
castagneti.
Successivamente è stata costituita una cooperativa tra i produttori con
l’obbiettivo di
trasformare e commercializzare direttamente i prodotti derivati
dalla castagna.
La Comunità Montana dovrà favorire ed incentivare questo progetto
sostenendo le iniziative dirette all’ottenimento di attestati di
qualità quali DOP e/o IGP.
Un’altra coltura importante per il nostro territorio è quella della
vite, coltivata soprattutto nella Val Graveglia: nell’ultimo decennio,
grazie anche alla distribuzione di barbatelle da parte della Comunità
Montana, gli appezzamenti di terreno coltivati a vite sono aumentati.
Obbiettivo della Comunità Montana sarà quello di promuovere un
miglioramento qualitativo del prodotto attraverso corsi di potatura e di
vinificazione.
Nel campo degli ortaggi dovrà essere appoggiata ed imitata
l’esperienza portata avanti dal Comune di Ne, con la realizzazione del
mercatino settimanale dei prodotti agricoli locali, con la vendita
diretta anche di altri prodotti del territorio (formaggi, vini, prodotti
artigianali ecc.).
Sempre in questo settore dovrà essere promossa la coltivazione delle
cultivar locali anche relativamente alle piante da frutta.
Nel campo della coltivazione del nocciolo dovrà essere promosso un
progetto per l’ottenimento dell’IGP, in modo da caratterizzare ed
identificare le nocciole delle nostre colline, di qualità
particolarmente pregiata.
Compito fondamentale del nostro Ente sarà quello di tutelare le
tradizioni e le usanze dei nostri contadini, al fine di preservarle per
le generazioni future, con l’impegno di promuoverle culturalmente e di
diffonderle anche all’esterno della comunità: detto obbiettivo dovrà
essere perseguito attraverso l’ottenimento di deroghe alle
legislazioni comunitaria, nazionale e regionale che, spesso, impongono
oneri generali particolarmente gravosi per le piccole comunità, per i
nostri agricoltori e per i prodotti di nicchia.
AMBIENTE
Nel campo ambientale la Comunità Montana attualmente gestisce il
servizio di raccolta differenziata del vetro e, inoltre, partecipa con
una quota del 40% al Consorzio che gestisce la discarica comprensoriale
di Malsapello in Comune di Rezzoaglio.
La nuova giunta, se delegata dai singoli comuni, si prefigge
l’obbiettivo di ampliare le proprie competenze nel campo della
raccolta differenziata.
A livello provinciale è in fase di costituzione l’ATO, per la
gestione del ciclo dei rifiuti: in questo nuovo organo la Comunità
Montana, attraverso il proprio rappresentante nel comitato consultivo,
dovrà tutelare e farsi portavoce delle istanze avanzate dal nostro
comprensorio.
In forza della normativa contenuta nella legge 36/94 “Disposizioni in
materia di risorse idriche”, i 67 Comuni della Provincia di Genova
hanno costituito l’ATO per la gestione del servizio idrico integrato;
questo percorso è iniziato nel 1999 e, con decisione n.8/2003, è
sfociato nell’affidamento, in via transitoria, della gestione del
servizio idrico della Provincia di Genova alla società AMGA S.p.A. di
Genova.
All’assemblea dell’ATO tenutasi il 20 luglio u.s., i cinque Comuni
componenti la nostra Comunità Montana hanno espresso voto contrario sul
piano d’ambito.
Ciò è avvenuto in quanto l’assemblea dell’ATO non ha recepito, se
non in minima parte, le osservazioni presentate dalla nostra Comunità
dirette all’ottenimento di migliori condizioni tariffarie per i nostri
residenti e per le aziende agricole presenti sul territorio.
La nuova giunta si dovrà fare portavoce delle legittime istanze
presentate dai Comuni, cercando di aprire un confronto con l’Autorità
d’Ambito e la Provincia di Genova.
Inoltre, la Comunità Montana si impegnerà per il potenziamento degli
acquedotti e degli impianti fognari passati alla gestione dell’ATO,
chiedendo l’inserimento nel piano d’ambito delle appropriate risorse
finanziarie, in passato sempre garantite al nostro comprensorio da
Regione e Provincia.
E’ da sottolineare che, fino al 1998, era possibile costituire società
a capitale misto, pubblico e privato, per la gestione del ciclo
integrato delle acque.
Tale opportunità non è stata mai sfruttata dai Comuni della nostra
Comunità Montana, che così hanno rinunciato, di fatto, alla possibilità
di gestire ancora operativamente il ciclo delle acque.
Infine, sarà cura della nuova giunta prendere le opportune iniziative
per garantire la tutela del bosco nelle zone montane del nostro
comprensorio: in particolare, la Comunità Montana si farà attiva
promotrice del passaggio all’Ente Parco dell’Aveto della gestione
delle foreste demaniali “Monte Zatta”, “Monte Penna” e “Laghi
delle Lame”, attualmente ancora gestite dalla Regione Liguria tramite
il Corpo Forestale dello Stato, al fine di potenziare l’offerta
turistica e lo sfruttamento economico delle risorse, con la creazione di
una filiera del legno.
Inoltre, la Comunità Montana si farà carico di richiedere alla Regione
Liguria il rifinanziamento dei Piani di Assestamento Forestale di cui i
singoli Comuni sono dotati, che rappresentano il miglior strumento di
pianificazione agro-forestale del nostro territorio, anche ai fini della
prevenzione degli incendi boschivi.
Si procederà altresì a fare tutto quanto è possibile per la
realizzazione ed il potenziamento delle strade interpoderali e degli
acquedotti irrigui.
TURISMO
Il nostro comprensorio si caratterizza per la presenza di zone naturali
ancora incontaminate, di notevole bellezza e di grande interesse
ambientale e turistico.
Dette zone sono state già in parte valorizzate, grazie
all’istituzione dell’Ente Parco dell’Aveto che, da diversi anni,
opera nella difesa del territorio e nella valorizzazione dello stesso
anche ai fini turistici.
Compito primario della Comunità Montana sarà quello di svolgere una
funzione di supporto attivo dell’Ente Parco, al fine di unire gli
sforzi per una sempre più attenta gestione e valorizzazione delle
risorse ambientali.
In particolare, la giunta si impegnerà a promuovere il territorio
mediante la valorizzazione dei prodotti locali, sia agricoli che
artigianali, attraverso la creazione di percorsi enogastronomici che
possano portare sul nostro territorio un turismo di qualità.
Inoltre, sarà necessario incentivare la pesca sportiva nei torrenti del
nostro territorio, anche con la creazione di riserve di pesca a
pagamento.
La Comunità Montana dovrà appoggiare il progetto presentato dal Comune
di Santo Stefano d’Aveto, volto al ripristino degli impianti sciistici
di risalita siti nel territorio comunale, al fine di favorire la ripresa
del turismo invernale nelle nostre valli.
Va inoltre rilevato che, con la legge n. 14 del 7/8/2004, la Regione
Liguria ha sciolto le preesistenti APT (Aziende di Promozione
Turistica), prevedendo al loro posto la creazione di Sistemi Turistici
Locali (S.T.L.).
I suddetti nuovo soggetti dovranno essere costituiti dagli enti locali (Provincie,
Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio e Pro Loco) e dai
privati singoli o associati che operano nel settore turistico.
La Comunità Montana si pone l’obbiettivo di partecipare attivamente
alla costituzione del Sistema Turistico Locale, con lo scopo di
raggiungere una maggiore integrazione tra il turismo costiero e quello
dell’entroterra.
VIABILITA’
Il potenziamento ed il miglioramento delle strade di accesso al nostro
territorio è di primaria importanza per lo sviluppo economico e
turistico del comprensorio.
La Comunità Montana si prefigge, sul modello di quanto fatto per
l’eliminazione delle strettoie presenti sulla S.P. n. 586 in Comune di
Mezzanego, di impegnarsi con forza per ulteriori miglioramenti delle vie
di comunicazione.
In particolare, la Giunta si attiverà anche presso gli Enti competenti,
sia a livello locale che a livello centrale, per ottenere
l’allargamento della S.P. della Val Graveglia in località Settembrin.
Relativamente alla S.P. 586 della Val d’Aveto, in stretta
collaborazione con la Provincia di Genova, si procederà alla redazione
di un progetto globale per il miglioramento e l’allargamento della
sede viaria, al fine di ridurre i tempi di percorrenza e di garantire un
più comodo accesso alle zone montane.
*****
Il
sopra menzionato programma potrà e dovrà essere attuato operando
insieme agli enti locali territoriali di maggior dimensione e, cioè, la
Regione Liguria e la Provincia di Genova.
Sarà
peraltro necessario che i Comuni facenti parte della nostra Comunità
Montana provvedano a concedere idonee deleghe al nostro Ente, al fine di
raggiungere gli obbiettivi programmatici.
I
sottoscrittori del programma:
BERTANI
MARCO (Vice – Presidente – Delega alla Difesa del Suolo e Protezione
Civile)
CAMPOMENOSI
SERGIO (Assessore Delega al Turismo)
CELLA
MARCO (Assessore Delega all’Ambiente)
CHIESA
EZIO
GARIBALDI
DEBORA
LAGORIO
STEFANO
LIVELLARA
GABRIELE
MARRE’
FRANCO (Assessore Delega all’Agricoltura e al Personale)
REPETTO
DANILO (Presidente Delega alla Viabilità e al Bilancio)
TRAVERSONE
GIANROMEO
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