Comunita' Montana Valli Aveto Graveglia Sturla  via Grilli 128 - 16041 BORZONASCA (GE) - Italy tel. 0185 340481 - 0185 340120  fax 0185 340629 e-mail cmvalli@libero.it

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COMUNITA’ MONTANA VALLI
AVETO GRAVEGLIA e STURLA
PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
2004-2009
 (Una Proposta per l’entroterra)

 PREMESSA.
La peculiarità delle zone montane è stata sancita dai padri costituenti che all’art.44 della carta costituzionale hanno affidato alla legge il compito di disporre provvedimenti a favore delle zone montane.
Con la Legge 1102/71 si è dato il via all’iter di costituzione delle Comunità Montane, istituite nei territori Montani alla metà degli anni 70 con il ruolo di concorrere alla eliminazione degli squilibri esistenti tra le zone montane e il resto del territorio.
L’impostazione data dalla Legge 71 vede le Comunità Montane non certo come enti locali ma come enti strumentali, che operano in forza di deleghe e compiti assegnatigli  dalle singole Regioni.
Con l’approvazione della legge 142/90 le Comunità Montane sono finalmente definite enti locali.
Gli artt. 28 e 29 riconoscono alle Comunità Montane autentiche funzioni attribuite loro dalle Leggi Statali e Regionali; inoltre viene loro riconosciuta la possibilità di gestire funzioni delegate dalla Regione, Provincia e Comuni.
Alle Regioni viene assegnato il compito di delimitare territorialmente le singole Comunità Montane e di regolamentare il loro funzionamento attraverso specifiche normative Regionali.
La Regione Liguria con la legge 20/1996, “Riordino delle Comunità Montane”, ha ottemperato a quanto previsto dagli art. 28 e 29 della legge 142.
Malgrado che con la riforma della 142 e con il successivo DLGS 267/2000 le attribuzioni di funzioni (almeno formalmente) siano aumentate, le Comunità Montane continuano a disporre di una finanza quasi interamente derivata, rappresentata da trasferimenti statali e regionali, mentre risulta del tutto insignificante l’apporto di risorse proprie, essendo detti Enti sprovvisti di autonomia impositiva.
Con il testo unico degli Enti locali DLGS 267/2000, vengono rafforzati i profili istituzionali dell’ente: infatti,  le Comunità Montane vengono definite dall’art.27 come “Unioni di Comuni, enti locali costituiti fra comuni montani o parzialmente montani”, con il compito di esercitare “funzioni proprie, funzioni conferite e per l’esercizio associato delle funzioni comunali”.
L’elemento basilare del T.U. è la definizione delle Comunità Montane come Unioni di Comuni.
Tuttavia, al fine di sgomberare il campo da equivoci, deve essere altrettanto chiaro che la Comunità Montana non è una unione di Comuni costituita al solo scopo di esercitare in funzione associata le deleghe conferite dai singoli comuni, funzione che nella nostra realtà è stata esercitata in maniera del tutto residuale, sia per conformazione orografica del territorio, sia per la mancata volontà di procedere in tale direzione da parte delle singole amministrazioni comunali.
Essa resta un Ente Locale a cui fanno capo una serie di funzioni legate alla valorizzazione e sviluppo del territorio montano.
Quindi il T.U. affida alle Comunità Montane un duplice compito inscindibile e complementare, cioè la valorizzazione della forma associativa dei servizi e una politica di sviluppo del territorio.
Il T.U. stabilisce altresì che a far parte degli organi della Comunità Montana sono chiamati solo “Sindaci Assessori o Consiglieri dei Comuni partecipanti” con l’obbligo di assicurare la presenza delle minoranze comunali, al fine di consentire un maggior collegamento con le singole amministrazioni.   

ANALISI GENERALE.
Presentare una proposta per il Ns. comprensorio significa analizzare un vasto territorio la cui dimensione complessiva rappresenta quasi il 20% dell’intera superficie della  Provincia di Genova.
Un territorio che comprende aree (quali la bassa Val Graveglia e la località Costa del Canale  in Comune di Mezzanego), in cui sono presenti alcuni insediamenti produttivi tra i più dinamici dell’intera Provincia di Genova.
A queste zone, localizzate nell’immediata fascia retro costiera e caratterizzate da una marcata presenza di attività produttive,  fanno da contraltare altri territori, (la valle dell’Aveto, l’alta Valle Sturla e l’alta Val Graveglia), colpiti da fenomeni di spopolamento e invecchiamento della popolazione.
A metà strada tra questi lembi di territorio c.d. “produttivi” e i Comuni localizzati nelle zone più interne e lontane dalla costa, vi sono alcune zone (la bassa e media valle Sturla e la media  Val Graveglia), in cui si nota un incremento dei residenti favorito dalla vicinanza alla costa (10/15 Km) e dal minor costo di acquisto o di locazione delle abitazioni.
Pertanto, il territorio che definiamo, complessivamente, “Valli Aveto Graveglia e Sturla”, è una somma di diverse realtà che sinteticamente si possono riassumere:
1)     Territori ad alta vocazione produttiva e commerciale. 
2)     Territori prevalentemente residenziali.
3)     Territori tipicamente montani, a vocazione prevalentemente turistica ed agricola.
Una richiesta comune a tutto il Ns. entroterra è quella di migliorare la viabilità esistente, in modo da accorciare e rendere più sicuri i collegamenti con la costa.
Sarà pertanto necessario migliorare la percorribilità della ex strada statale 586 dell’Aveto; si dovrà intervenire sulla Provinciale della Val Graveglia per risolvere il problema delle strettoie in località Settembrin.
Un discorso a parte merita il progetto di prolungamento di Viale Kasman nel territorio dei Comuni di Chiavari e di Carasco, la cui realizzazione deve essere perseguita non solo dalle amministrazioni comunali territorialmente competenti, ma anche dalla Ns. Comunità.
Un altro settore su cui puntare per lo sviluppo del nostro entroterra è quello dell’agricoltura, non solo sotto il profilo economico ma anche sotto l’aspetto del presidio del territorio.
Infatti, la manutenzione del territorio effettuata dai contadini rappresenta una delle difese migliori per prevenire dissesti idrogeologici e incendi.
Il mondo agricolo della nostra comunità è caratterizzato da una massiccia  presenza di micro aziende a conduzione familiare, in parte costituite da giovani che, con grande sacrificio e spirito imprenditoriale, sono tornati alle antiche attività agricole, in parte da anziani contadini che resistono a presidio del territorio.
Le produzioni principali sono: la lattocasearia  e l’allevamento da carne per la Valle dell’Aveto e l’alta Valle Sturla; l’olio di oliva per la Val Graveglia e la bassa media valle Sturla; il castagno che abbraccia l’intero entroterra; la produzione ortofrutticola per la Val Graveglia; il vino per la Val Graveglia e alcune realtà presenti nel Comune di Mezzanego; la coricoltura per il comune di Mezzanego.
E’ da sottolineare che queste produzioni, spesso limitate come quantitativi, sono caratterizzate da una elevata qualità che si deve però confrontare con costi di produzione che, a causa della conformazione orografica del terreno, sono più elevati rispetto a quelli dell’agricoltura di pianura.
Per sopperire a questo iniziale svantaggio il principale impegno da perseguire è quello di valorizzare le nostre produzioni con lo scopo di impedire, per esempio, che il latte prodotto nelle nostre zone finisca in un unico calderone con il latte proveniente dalla pianura o dall’estero.
Questo obbiettivo è raggiungibile favorendo la nascita di forme di cooperazione tra le aziende agricole, o il loro potenziamento dove queste forme associative sono già presenti, in modo da riuscire a trasformare e/o confezionare sul posto i prodotti della nostra terra ed effettuare la commercializzazione direttamente.
Bisogna legare lo sviluppo turistico dell’entroterra non solo alle bellezze ambientali ed alle emergenze storiche presenti sul territorio, ma legando il nome del territorio anche a un prodotto agricolo.
E’ necessario incrementare le attività agrituristiche che possono diventare un’ottima forma di integrazione di reddito per le aziende agricole locali.
Nel campo della silvicoltura è necessario creare una filiera del legno in modo da ottimizzare lo sfruttamento del bosco che può e deve rappresentare una risorsa importante per l’entroterra.
Le nostre Valli sono ricche di attrattive naturali ed emergenze storiche che, valorizzate e legate, anche, a percorsi enogastronomici, possono diventare motivo di attrazioni per i turisti ed i visitatori in genere.
Nel settore sociale l’entroterra ha necessità di migliorare i servizi destinati agli anziani ed all’infanzia.
Bisogna potenziare il servizio di assistenza domiciliare agli anziani residenti  sul territorio, in modo da consentire loro, il più a lungo possibile, la permanenza nelle abitazioni e nei paesi ove hanno sempre vissuto.
Analizziamo ora i singoli settori di intervento, con le azioni che la nuova amministrazione intende realizzare nel ciclo amministrativo 2004-2009. 

DIFESA DEL SUOLO  
Il territorio della nostra Comunità Montana nel passato ciclo amministrativo è stato colpito, negli anni 1999-2000-2002, da tre successivi eventi alluvionali, che hanno provocato gravi danni alle infrastrutture viarie, ad alcuni agglomerati urbani e agli argini dei torrenti che attraversano il nostro territorio.
Grazie ai finanziamenti statali ottenuti, tramite la Regione Liguria e la Provincia di Genova, le singole amministrazioni comunali sono riuscite a risanare molte delle ferite inferte al nostro territorio.
Tuttavia relativamente all’ultimo evento alluvionale del 2002 restano ancora insoddisfatti alcuni progetti di messa in sicurezza e le richieste danni formulate dai privati cittadini.
E’ da sottolineare che nella gestione dell’emergenza e del ripristino dei danni alluvionali il nostro ente ha avuto un ruolo del tutto marginale limitandosi a gestire alcuni interventi minori, in quanto i Comuni hanno sempre rifiutato di delegare la Comunità Montana a svolgere la funzione di capofila nel formulare e presentare le richieste di finanziamento per il ripristino dei danni subiti.
Nel prossimo ciclo amministrativo la Comunità Montana, oltre a predisporre i programmi triennali di difesa del suolo in base alle leggi regionali 183/89 e 46/96, dovrà farsi promotrice di una politica di sensibilizzazione nei confronti degli enti superiori, con l’obbiettivo di ottenere lo stanziamento di risorse destinate alla prevenzione dei dissesti idrogeologici, così cambiando l’impostazione odierna più orientata al ripristino che alla prevenzione dei dissesti.
Nell’opera di prevenzione dovranno essere coinvolte anche le aziende agricole presenti sul territorio affidando loro, ove possibile, piccole opere di manutenzione.
Nella redazione dei programmi di difesa del suolo si dovrà tenere conto della normativa stabilita dai piani di bacino,  cercando di andare incontro alle richieste dei cittadini in modo da evitarne l’opposizione, come si è verificato in passato per alcuni progetti di manutenzione idraulica e forestale.
Un altro obbiettivo che si prefigge la nuova giunta è quello di costituire una squadra di protezione civile a livello di Comunità Montana, la cui nascita permetterebbe di meglio gestire eventuali future emergenze, rafforzando allo stesso modo lo spirito di cooperazione tra le diverse realtà che compongono la nostra Comunità.

 AGRICOLTURA
L’allargamento ad EST dell’Unione Europea porterà ad un inevitabile ridimensionamento dei sussidi e dei piani di aiuto al mondo agricolo.
Il piano di sviluppo rurale 2000/2006, ormai in fase di esaurimento, doveva rappresentare una straordinaria occasione di sviluppo per la nostra comunità, dato che le misure ivi previste (9 per la forestazione, 17 per la gestione delle risorse idriche agricole, 18 per viabilità interpoderale) potevano essere utilizzate dal nostro Ente per migliorare le condizioni di vivibilità ed accessibilità al territorio.
Invece, la Comunità Montana si è limitata soltanto a svolgere compiti di tipo burocratico, occupandosi della semplice istruttoria dei progetti presentati dai Comuni (così appesantendone anche l’iter) ed  abdicando in principio a qualsiasi ruolo propositivo e progettuale.
La nuova giunta si propone, come primo obbiettivo nel campo della politica agricola generale, di aprire un costruttivo confronto con la Regione Liguria, al fine di ottenere il rifinanziamento, almeno parziale, del Piano di Sviluppo Rurale o, in alternativa, la creazione di nuovi strumenti di aiuto allo sviluppo delle aziende agricole presenti sul nostro territorio.
Una particolare attenzione dovrà essere posta al settore lattocaseario, il quale rappresenta, come già detto, per la Val D’Aveto e l’alta Valle Sturla la principale attività agricola.
Purtroppo, in questi anni si è assistito ad una lenta ma progressiva diminuzione delle aziende presenti sul territorio dovuta in parte all’invecchiamento degli addetti, in parte a problemi nella raccolta del latte, che rischiano di “strangolare” i nostri produttori.
Compito della nuova amministrazione sarà quello di aprire un tavolo negoziale con gli allevatori, le organizzazioni di categoria e gli enti superiori (Regione e Provincia), al fine di concordare gli opportuni interventi per porre fine ai disagi esistenti.
La difesa degli allevatori delle nostre valli è di fondamentale importanza per il nostro Ente, in quanto essi rappresentano anche una straordinaria forma di presidio e difesa del territorio.
Questo obbiettivo va perseguito anche mediante incentivi alle aziende di maggiore dimensione, al fine di consentire il raggiungimento di  elevati livelli qualitativi; relativamente alle aziende minori, dovranno essere studiate particolari forme di agevolazioni, in considerazione dell’indispensabile apporto dato dalle stesse alla tutela del territorio.
L’obbiettivo finale che si prefigge la nuova giunta è quello di riuscire a promuovere e pubblicizzare attraverso i prodotti lattocaseari la Val D’Aveto e l’alta Valle Sturla; ciò potrà avvenire solo se i caseifici presenti nel nostro comprensorio potranno compiere tutto il ciclo di trasformazione del latte prodotto nelle vallate.
Un altro settore di grande attenzione per l’Amministrazione entrante è quello dell’olio.
Il territorio di tre Comuni (Borzonasca, Mezzanego e Ne) appartenenti al nostro Ente ricade nelle aree di produzione della DOP “olio extravergine Riviera di Levante”.
Nel passato ciclo amministrativo la Comunità Montana ha concesso contributi per l’acquisto e l’impianto di piantine di olivo appartenenti alle cultivar lavagnina, leccino, frantoio e pendolino.
Bisogna proseguire in questo percorso cercando di valorizzare soprattutto la cultivar autoctona Lavagnina.
Nell’ultimo anno, la Comunità Montana ha anche appoggiato il progetto portato avanti dal Consorzio di Miglioramento Fondiario di Isola di Borgonovo in Comune di Mezzanego volto a realizzare un frantoio olivicolo.
Il suddetto progetto è sostenuto anche dalla Provincia di Genova, dall’Ente Parco Aveto e dal Comune di Mezzanego; sarà realizzato per la stagione olivicola 2005/2006.
Questa moderna struttura sarà a servizio di tutti gli olivicoltori del nostro comprensorio con l’obbiettivo di raggiungere un miglioramento qualitativo del prodotto e quindi, successivamente, attraverso la costituzione di un consorzio di produttori, di arrivare all’imbottigliamento diretto dell’olio delle nostre colline.
Il suddetto progetto permetterà di legare il nome della fascia collinare del nostro territorio ad un prodotto di elevata qualità, capace di confrontarsi, alla pari, con i migliori oli italiani.
Altro importante settore di intervento per la nostra Comunità Montana è rappresentato dalla tutela dei castagneti esistenti e dalla relativa coltivazione degli stessi.
Il castagno ha rappresentato, nel passato, una delle principali fonti di sostentamento delle popolazioni locali, caratterizzandone altresì la cultura e le tradizioni.
Dopo un lungo periodo di declino, a metà degli anni 90, grazie a finanziamenti comunitari, è iniziato un lento ma graduale recupero dei castagneti.
Successivamente è stata costituita una cooperativa tra i produttori con l’obbiettivo di  trasformare e commercializzare direttamente i prodotti derivati dalla castagna.
La Comunità Montana dovrà favorire ed incentivare questo progetto sostenendo le iniziative dirette all’ottenimento di attestati di qualità quali DOP e/o IGP.
Un’altra coltura importante per il nostro territorio è quella della vite, coltivata soprattutto nella Val Graveglia: nell’ultimo decennio, grazie anche alla distribuzione di barbatelle da parte della Comunità Montana, gli appezzamenti di terreno coltivati a vite sono aumentati.
Obbiettivo della Comunità Montana sarà quello di promuovere un miglioramento qualitativo del prodotto attraverso corsi di potatura e di vinificazione.
Nel campo degli ortaggi dovrà essere appoggiata ed imitata l’esperienza portata avanti dal Comune di Ne, con la realizzazione del mercatino settimanale dei prodotti agricoli locali, con la vendita diretta anche di altri prodotti del territorio (formaggi, vini, prodotti artigianali ecc.).
Sempre in questo settore dovrà essere promossa la coltivazione delle cultivar locali anche relativamente alle piante da frutta.
Nel campo della coltivazione del nocciolo dovrà essere promosso un progetto per l’ottenimento dell’IGP, in modo da caratterizzare ed identificare le nocciole delle nostre colline, di qualità particolarmente pregiata.
Compito fondamentale del nostro Ente sarà quello di tutelare le tradizioni e le usanze dei nostri contadini, al fine di preservarle per le generazioni future, con l’impegno di promuoverle culturalmente e di diffonderle anche all’esterno della comunità: detto obbiettivo dovrà essere perseguito attraverso l’ottenimento di deroghe alle legislazioni comunitaria, nazionale e regionale che, spesso, impongono oneri generali particolarmente gravosi per le piccole comunità, per i nostri agricoltori e per i prodotti di nicchia.  

 AMBIENTE
Nel campo ambientale la Comunità Montana attualmente gestisce il servizio di raccolta differenziata del vetro e, inoltre, partecipa con una quota del 40% al Consorzio che gestisce la discarica comprensoriale di Malsapello in Comune di Rezzoaglio.
La nuova giunta, se delegata dai singoli comuni, si prefigge l’obbiettivo di ampliare le proprie competenze nel campo della raccolta differenziata.
A livello provinciale è in fase di costituzione l’ATO, per la gestione del ciclo dei rifiuti: in questo nuovo organo la Comunità Montana, attraverso il proprio rappresentante nel comitato consultivo, dovrà tutelare e farsi portavoce delle istanze avanzate dal nostro comprensorio.
In forza della normativa contenuta nella legge 36/94 “Disposizioni in materia di risorse idriche”, i 67 Comuni della Provincia di Genova hanno costituito l’ATO per la gestione del servizio idrico integrato; questo percorso è iniziato nel 1999 e, con decisione n.8/2003, è sfociato nell’affidamento, in via transitoria, della gestione del servizio idrico della Provincia di Genova alla società AMGA S.p.A. di Genova.
All’assemblea dell’ATO tenutasi il 20 luglio u.s., i cinque Comuni componenti la nostra Comunità Montana hanno espresso voto contrario sul piano d’ambito.
Ciò è avvenuto in quanto l’assemblea dell’ATO non ha recepito, se non in minima parte, le osservazioni presentate dalla nostra Comunità dirette all’ottenimento di migliori condizioni tariffarie per i nostri residenti e per le aziende agricole presenti sul territorio.
La nuova giunta si dovrà fare portavoce delle legittime istanze presentate dai Comuni, cercando di aprire un confronto con l’Autorità d’Ambito e la Provincia di Genova.
Inoltre, la Comunità Montana si impegnerà per il potenziamento degli acquedotti e degli impianti fognari passati alla gestione dell’ATO, chiedendo l’inserimento nel piano d’ambito delle appropriate risorse finanziarie, in passato sempre garantite al nostro comprensorio da Regione e Provincia.
E’ da sottolineare che, fino al 1998, era possibile costituire società a capitale misto, pubblico e privato, per la gestione del ciclo integrato delle acque.
Tale opportunità non è stata mai sfruttata dai Comuni della nostra Comunità Montana, che così hanno rinunciato, di fatto, alla possibilità di gestire ancora operativamente il ciclo delle acque.
Infine, sarà cura della nuova giunta prendere le opportune iniziative per garantire la tutela del bosco nelle zone montane del nostro comprensorio: in particolare, la Comunità Montana si farà attiva promotrice del passaggio all’Ente Parco dell’Aveto della gestione delle foreste demaniali “Monte Zatta”, “Monte Penna” e “Laghi delle Lame”, attualmente ancora gestite dalla Regione Liguria tramite il Corpo Forestale dello Stato, al fine di potenziare l’offerta turistica e lo sfruttamento economico delle risorse, con la creazione di una filiera del legno.
Inoltre, la Comunità Montana si farà carico di richiedere alla Regione Liguria il rifinanziamento dei Piani di Assestamento Forestale di cui i singoli Comuni sono dotati, che rappresentano il miglior strumento di pianificazione agro-forestale del nostro territorio, anche ai fini della prevenzione degli incendi boschivi.
Si procederà altresì a fare tutto quanto è possibile per la realizzazione ed il potenziamento delle strade interpoderali e degli acquedotti irrigui. 

TURISMO
Il nostro comprensorio si caratterizza per la presenza di zone naturali ancora incontaminate, di notevole bellezza e di grande interesse ambientale e turistico.
Dette zone sono state già in parte valorizzate, grazie all’istituzione dell’Ente Parco dell’Aveto che, da diversi anni, opera nella difesa del territorio e nella valorizzazione dello stesso anche ai fini turistici.
Compito primario della Comunità Montana sarà quello di svolgere una funzione di supporto attivo dell’Ente Parco, al fine di unire gli sforzi per una sempre più attenta gestione e valorizzazione delle risorse ambientali.
In particolare, la giunta si impegnerà a promuovere il territorio mediante la valorizzazione dei prodotti locali, sia agricoli che artigianali, attraverso la creazione di percorsi enogastronomici che possano portare sul nostro territorio un turismo di qualità.
Inoltre, sarà necessario incentivare la pesca sportiva nei torrenti del nostro territorio, anche con la creazione di riserve di pesca a pagamento.
La Comunità Montana dovrà appoggiare il progetto presentato dal Comune di Santo Stefano d’Aveto, volto al ripristino degli impianti sciistici di risalita siti nel territorio comunale, al fine di favorire la ripresa del turismo invernale nelle nostre valli.
Va inoltre rilevato che, con la legge n. 14 del 7/8/2004, la Regione Liguria ha sciolto le preesistenti APT (Aziende di Promozione Turistica), prevedendo al loro posto la creazione di Sistemi Turistici Locali (S.T.L.).
I suddetti nuovo soggetti dovranno essere costituiti dagli enti locali (Provincie, Comuni, Comunità Montane, Camere di Commercio e Pro Loco) e dai  privati singoli o associati che operano nel settore turistico.
La Comunità Montana si pone l’obbiettivo di partecipare attivamente alla costituzione del Sistema Turistico Locale, con lo scopo di raggiungere una maggiore integrazione tra il turismo costiero e quello dell’entroterra. 

VIABILITA’
Il potenziamento ed il miglioramento delle strade di accesso al nostro territorio è di primaria importanza per lo sviluppo economico e turistico del comprensorio.
La Comunità Montana si prefigge, sul modello di quanto fatto per l’eliminazione delle strettoie presenti sulla S.P. n. 586 in Comune di Mezzanego, di impegnarsi con forza per ulteriori miglioramenti delle vie di comunicazione.
In particolare, la Giunta si attiverà anche presso gli Enti competenti, sia a livello locale che a livello centrale, per ottenere l’allargamento della S.P. della Val Graveglia in località Settembrin.
Relativamente alla S.P. 586 della Val d’Aveto, in stretta collaborazione con la Provincia di Genova, si procederà alla redazione di un progetto globale per il miglioramento e l’allargamento della sede viaria, al fine di ridurre i tempi di percorrenza e di garantire un più comodo accesso alle zone montane. 

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 Il sopra menzionato programma potrà e dovrà essere attuato operando insieme agli enti locali territoriali di maggior dimensione e, cioè, la Regione Liguria e la Provincia di Genova.

Sarà peraltro necessario che i Comuni facenti parte della nostra Comunità Montana provvedano a concedere idonee deleghe al nostro Ente, al fine di raggiungere gli obbiettivi programmatici.

 I sottoscrittori del programma: 

BERTANI MARCO (Vice – Presidente – Delega alla Difesa del Suolo e Protezione Civile) 

CAMPOMENOSI SERGIO (Assessore Delega al Turismo) 

CELLA MARCO (Assessore Delega all’Ambiente) 

CHIESA EZIO 

GARIBALDI DEBORA 

LAGORIO STEFANO 

LIVELLARA GABRIELE 

MARRE’ FRANCO (Assessore Delega all’Agricoltura e al Personale) 

REPETTO DANILO (Presidente Delega alla Viabilità e al Bilancio) 

TRAVERSONE GIANROMEO

 

 

Aggiornata il:   21/10/04 19:25 2000  ® Comunità Montana Aveto Graveglia Sturla