La Valle

              Sturla

Ambiente e paesaggio
In valle Sturla il verde dalle infinite sfumature è il simbolo delle varietà ambientali della Liguria. La placida distesa d’acqua, spesso animata dallo scirocco o dal maestrale, bagna una costa intensamente umanizzata; ma, a pochi passi dal mare, si scopre una realtà ben diversa. È un universo a pochi chilometri dal mare ma da esso nettamente distinto, in cui, grazie all’azione mitigatrice del mare, gli ulivi e i filari di vite, sostenuti da selvatici di castagno, si inerpicano anche al di sopra dei 500 metri di altitudine. Il paesaggio del fondovalle è occupato dalle coltivazioni di nocciolo. Dove il terreno non consente alcuna pratica agricola, è la macchia mediterranea con le eriche arboree, le ginestre e i corbezzoli, a rivestire le terre incolte, mentre le conifere mascherano le rocce. La pianta tipica della valle Sturla è il castagno, che riveste le alture appenniniche (almeno fino all’areale del faggio) e protegge il fondovalle e le sue colture dai venti freddi del nord. Particolarmente suggestiva per la presenza di numerosi e possenti esemplari di castagno è la costa settentrionale del monte Ramaceto. Foraggio e fiori rivestono prati ed alpeggi al di sopra degli 800 metri di quota. La linea di costa e lo spartiacque sono poco distanti, ciò comporta situazioni climatiche ed ambientali particolari che consentono l’affermarsi di specie botaniche che normalmente colonizzano i siti geologici e gli habitat tipici delle regioni alpine.


Il monte Aiona

Sul monte Aiona è possibile ammirare endemismi vegetali tipici non solo dell’Appennino, come le varie specie di Genziana, Linum perenne, Dianthus superbus, Poligala chamaebuxus, Viola Bertolonii,  Aconitum variegatum, Antennaria dioica, Soldanella alpina, Pulsatila alpina, Cirsium erisithales. Torbiere e terreni acquitrinosi ospitano la drosera, Parnassia palustris e l’herioforo, inconsuete piante carnivore che si rinvengono facilmente negli ambienti umidi della Riserva Naturale delle Agoraie o di Prato Mollo, dove a un’altitudine di 1438 metri sorge il rifugio del monte Aiona.

La Rocca di Borzone

Come arrivare
La valle Sturla può essere raggiunta da Chiavari e Lavagna una volta lasciata l’autostrada Genova-La Spezia; il litorale si allontana e con esso le residenze sul mare, sostituite da quelle più essenziali dei paesini disseminati lungo la strada statale n. 586.
Lasciato l’abitato di Carasco la strada, a partire dalla confluenza del torrente Sturla con il Lavagna, risale il bacino in direzione degli sparsi insediamenti umani: San Pietro, Santa Maria di Sturla e Terrarossa di Carasco sino a raggiungere il comune di Mezzanego.
La conformazione geologica del posto permetteva il controllo delle strade che valicavano l’Appennino ed è per questo che in tempi remoti, immersa nella lecceta, sorgeva una fortezza a guardia del territorio, che successivamente assunse nel castello di Vignolo forme meno compatte e severe. Ma è nell’alta valle che il turista può cogliere il fascino del paesaggio, della natura, della cultura rurale; realtà in parte diverse da quelle che si presentavano una volta quando la gente viveva solo dei frutti della terra e dei proventi del bestiame.

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