La Val

Graveglia

Dove la natura è sovrana
Visitare e capire la val Graveglia è possibile, ma ai ritmi propri del viaggiatore del Settecento; soltanto così si ravvisano le tracce della secolare fatica degli uomini che hanno addomesticato una terra tutt’altro che generosa, rendendola fonte di sostentamento e di sopravvivenza. Questo perché l’essenza della val Graveglia va ricercata nelle vicende umane della gente di ogni tempo, artefice diretta del paesaggio e della sua evoluzione. Le cascine, i seccherecci, le carbonaie sono solo alcune delle timide tracce lasciate dalla civiltà rurale. Ma non solo il contadino, anche il minatore, quando ancora la vita media non oltrepassava i trent’anni, contribuì non poco al paesaggio attuale della val Graveglia. In questo quadro assumono importanza determinante le mulattiere: antico nodo viario, creato pietra dopo pietra per mettere in comunicazione la pianura e il mare.

Come arrivare
In prossimità della località Priora di Carasco, a cinque chilometri da Lavagna, si trova la porta di accesso alla val Graveglia, un mondo così vicino alla Riviera quanto da essa profondamente diverso. Risalendo il breve corso dell’Entella si guadagna il sito dove il fiume attinge l’acqua dai suoi tre affluenti: il Lavagna, lo Sturla e il Graveglia. Le valli attraversate da questi torrenti presentano caratteristiche proprie sia per tradizioni rurali, sia per pratiche colturali. 


L'alta val Graveglia dal monte Zatta

 Tutte però hanno conosciuto un progressivo esodo verso la città che ha provocato lo spopolamento dei monti e profondi mutamenti lungo il litorale, maggiormente antropizzato. Fortunatamente la posizione privilegiata di queste valli, per la facilità con cui possono essere raggiunte dalle città costiere, permette al turista la riscoperta di un mondo ormai in via di estinzione. Ed è così, in una chiave di lettura dettata dai ritmi lenti dell’attento viaggiatore, che si può accedere alla val Graveglia attraverso la strada che si stacca da quella diretta alla val d’Aveto. Benché non sia mai stato realizzato sul campo il progetto dell’ingegner Navone, che prevedeva una linea ferroviaria interna Genova-Bisagno-Fontanabuona-Graveglia-Borgotaro-La Spezia, un territorio ricco di fascino e contrasti è stato strappato dal suo isolamento grazie ai diversi rami stradali che si dipartono dal fondovalle, diretti ai nuclei abitati, il più delle volte in posizione elevata. Inoltre presso la stazione di Chiavari, dove sostano molti treni della linea Genova-La Spezia, la Tigullio Spa assicura un servizio di corriere diretto ai paesi della valle. 
Non va naturalmente trascurato il trekking, perché l’andatura lenta favorisce maggiore attenzione e spirito di osservazione. Anche la mountain bike e il cavallo rappresentano un modo per visitare questi luoghi.Per gli amanti del turismo equestre si consiglia il maneggio di Boscolandia a Botasi dal quale si può accedere a quelli del monte Pu o del rifugio Pratomollo, lungo lo spartiacque che separa la val Graveglia dalla val di Vara; in val Garibaldo a Pontori, l’agriturismo con maneggio e camere denominato “Il Castello” e il circolo ippico “El Palenque”. Altri tre agriturismi sono visitabili a Pontori (La Marpea, con macellazione di carni proprie); a Tolceto (“Da u Giorgio”) e a Zerli (“Cà di Gosita), con camere.
Molti i ristoranti-trattoria di pregio, con una cucina che utilizza e valorizza i prodotti genuini della terra secondo le antiche ricette. Al mercatino agricolo che si tiene a Conscenti, ogni sabato da maggio a ottobre, si possono comprare prodotti freschissimi.

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