| La Val | |
| d'Aveto | |
|
Emozioni
di un arrivo |
|
|
|
Così la strada inizia ad inerpicarsi diventando motivo d’interesse naturalistico ed artistico. La strada conduce alla località Pratosopralacroce, punto di partenza per le escursioni dirette alle cime del monte Aiona e del monte Penna; inoltre permette d’infrangere quel silenzio che aleggia attorno all’abbazia di Borzone. Lo storico monastero, dipendente in origine da San Colombano di Bobbio, merita una visita per l’amenità del luogo e per la rilevanza architettonica che esso stesso timidamente esibisce.La torre campanaria, appoggiata al presbiterio, è forgiata in pietra bugnata (forse di origine romanica); sempre in pietra è anche il periplo della chiesa di probabile impronta romanico-gotica.Nell’armonioso e dolce susseguirsi di quadri cromatici diversi il castagneto ha preso il sopravvento sulla macchia mediterranea ed è in questi luoghi, intrisi di storia, riti e consuetudini, che incalza la civiltà del castagno. |
|
Le cascine per la raccolta e la conservazione delle foglie, i seccherecci per l'essiccazione dei frutti, i manufatti contadini ormai in disuso, sono i simboli di una cultura che sopravvive all’incalzare del tempo. Ma tutta la terra che dal fondovalle sale sull’Appennino ligure è impregnata di storia; lo dimostrano Caregli, Temossi, Gazzolo, Bertigaro, Stiviberi, località che facevano dell’albero del castagno fonte di sussistenza. L’abete però incalza man mano che si sale di quota e il mare, che nella bassa valle lo si poteva indovinare al di là della cortina di monti, brilla all’orizzonte, piatto prosieguo dell’uniforme manto boscoso della valle Sturla. La Squazza è l’ultimo paese prima di quello stupendo balcone panoramico che è il passo della Forcella. Al valico, porta di accesso alla val d’Aveto, la vegetazione rada mostra eriche nane e i disegni del vento sulla chioma dei faggi, resi bassi dagli schiaffi dell’aria veemente. |
|
| Una volta in quota la strada accompagna l’alto corso dell’Aveto che, lungo silenziose polle d’acqua e gorgoglianti rivoli, scorre sinuosamente attraverso verdi pascoli dalle infinite sfumature. Ora sì, siete entrati nello scrigno val d’Aveto! |