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In un territorio ancora vergine, integro e incontaminato, dove la tranquillità e il silenzio sono componenti fondamentali del paesaggio, ecco comparire il buon foraggio arricchito da erbe aromatiche, prologo del saporito e genuino formaggio della val d’Aveto. Lo scolo del siero, la mescola della cagliata, la messa a stagionatura delle formaggie, sono gesti semplici ed abituali, fatti con cura e dedizione, come le buone cose antiche. Compare così insieme alla forte componente estetica dei beni ambientali, anche la qualità di un prodotto che è certamente il più importante della conca avetana. |
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Latte e
formaggio: un legame indissolubile |
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alle esigenze di mercato e di tutela del consumatore; infatti la sola tradizione non è più sufficiente a rilanciare la tipicità dei prodotti locali (come per l’appunto il formaggio della val d’Aveto) e le attività connesse come la caseificazione e la zootecnia (in particolare l’allevamento della mucca Cabannina). Ecco perché nella ricerca dell’equilibrio tra tradizione ed innovazione bisognerà usare tanta saggezza e persuasione verso il piccolo produttore, indirizzandolo alla costruzione di locali a norma, alla frequentazione di corsi di formazione, all’utilizzo del latte proveniente non solo dalla Bruna alpina ma anche della mucca Cabannina. |
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Quest’ultimo
è un punto molto importante, tanto che nell’articolata geografia del
gusto dell’Italia, sono in crescita gli esempi dove tutelando un
formaggio si può salvare anche la razza autoctona dalla quale si
ottiene il suo latte. |