Borzonasca

               paese strada

Nel luogo dove le acque del torrente Penna affluiscono in quelle dello Sturla si erge Borzonasca; l’antico borgo era un luogo di transito obbligato per chi proveniva, attraverso il passo del Bocco, dalle valli del Taro e del Vara ma anche per chi doveva inerpicarsi lungo la via diretta alla val d’Aveto. Il crocevia di due importanti direttrici di transito permise agli abitanti di Borzonasca, seppure sempre nell’indigenza, di vivere in modo meno precario rispetto a coloro che dimoravano in altre località del fondovalle.Giovandosi del trasporto e del commercio della mercanzia proveniente da comprensori non solo liguri, si diffusero i mestieri legati al traffico, alla viabilità, al commercio, all’ospitalità. Anche la topografia del paese “strada” fu logica conseguenza del passaggio dei mercanti; per rendersene conto appieno è però necessario allontanarsi, seppure temporaneamente, dalla strada panoramica n. 586 e immettersi nella parte storica del borgo, costituita da anguste strade, strettamente avvinghiate a mulattiere e a case rurali. 


Borzonasca

Percorrendo la viuzza che si stacca all’inizio del paese, presso l’oratorio dei Santi Giacomo e Filippo (che nel XIII ospitava la casaccia di Borzone), s’incontrano abitazioni ad uso agricolo ma soprattutto artigianale e borghese; infatti le impronte lasciate dagli archi a tutto sesto e a sesto acuto testimoniano l’aspetto porticato dell’antica via. 

Qui si svolgeva la vita mercantile e artigiana dei secoli passati, con un andirivieni di gente che entrava ed usciva dai negozi e dalle botteghe. Allora non vi era ancora la chiesa parrocchiale di San Bartolomeo, all’interno della quale è custodito il Crocifisso miracoloso: una statua lignea policroma con capelli e barba che, secondo tradizione, venne trasportata per mare e per terra fino a Borzonasca, a ricordo della partecipazione di alcuni suoi abitanti ad una crociata in Oriente. Sempre rasentando le case che gravano sul vecchio percorso del Villetto, oltre un voltino, s’incontra una Madonna con Bambino conservata dentro ad una nicchia. Dove è ancora possibile calcare l’acciottolato dell’antica direttrice per la val d’Aveto appare l’oratorio della Natività della Madonna, impreziosito sulla facciata da un bassorilievo in ardesia raffigurante Dio creatore con corteggio di angeli. Sempre in ardesia è il portale, datato 1554, dell’oratorio dei Santi Giacomo e Filippo, posto all’inizio del paese presso l’antico percorso del Villetto. 


Borzonasca: la chiesa parrocchiale

Borzonasca: una facciata dipinta

Sul bassorilievo a cuspide è raffigurata la Madonna in trono tra i Santi Giacomo Maggiore e Giovanni Battista; nei fregi inferiori sono rappresentati i membri della confraternita incappucciati. All’interno dell’oratorio l’altare maggiore e quello laterale ospitano rispettivamente la Madonna tra Santi di Giuseppe Palmieri e l’immagine lignea di San Giacomo. Da Borzonasca si può abbandonare il fondovalle per salire ai nuclei storici dell’alta valle del Penna, distribuiti attorno a Pratosopralacroce, oppure per raggiungere l’abbazia di Borzone, una vera oasi di pace e di preghiera.

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