Allegato A della delibera di G.E.n°18 del 18.01.2000

Indicazioni per l'utente
con integrazioni (DELIBERAZIONE DI GIUNTA   N.  84  del Registro Deliberazioni Prot. n.  3032 del 28/06/2001) 

Vincolo Idrogeologico

Questa modalità di richiesta interessa quei soggetti, pubblici o privati, che intendono effettuare "ogni movimento di terreno nonché qualsiasi attività che comporti mutamento di destinazione ovvero trasformazione nell'uso dei boschi e dei terreni nudi e.saldi" (cfr. art. 35 comma 1 Legge Regionale n' 4 del 22 gennaio 1999) nelle zone sottoposte a vincolo per scopi idrogeologici ai sensi 

del RDL 3267 del 30 dicembre 1923, le cui perimetrazioni ufficiali sono depositate presso le strutture del Corpo Forestale dello Stato, ovvero come ridefinite dai Piani di Bacino, visionabili presso la Regione Liguria o la Provincia di Genova.

A titolo indicativo e meramente esemplificativo possono essere interventi che riguardano:

     realizzazione di opere che comportano scavi e sbancamenti di terreno;

     scavi per la posa di tubazioni e condotte interrate;

     scavi e sbancamenti di terreno per la costruzione di strade;

     realizzazione di opere che comportino un aumento del carico sul terreno o che mutino l'assetto

     idrografico superficiale e di falda;

     disboscamenti per cambio di destinazione d'uso.

 

A chi rivolgere la "domanda"? 

In questo caso i soggetti competenti al rilascio delle autorizza ioni, ai sensi dell'art. 36 comma 1 della LR 4/99, sono le Comunità Montane e la Provincia di Genova in relazione alla localizzazione dell'intervento e precisamente:

      le Comunità Montane, dove esistenti, nel territorio di competenza;

      la Provincia dove non sono presenti Comunità Montane.

In entrambi i casi il richiedente dovrà, utilizzando preferibilmente gli appositi schemi allegati alla presente, indirizzare la domanda in bollo da € 14,62;

 

Alla Comunità Montana Valli AVETO GRAVEGLIA STURLA

per gli interventi ricadenti sul territorio della stessa.

 

Alla Provincia di Genova

(per gli interventi in comuni non appartenenti a nessuna Comunità Montana)

 

Quale documentazione predisporre ed allegare?

 

Relazione descrittiva           due copie di cui una in bollo da € 14,62

                                                                                  ogni 100 righe

 

documentazione progettuale                                     due copie di cui una in bollo da € 1,81

                                                                                              per ogni elaborato grafico

 

Relazione geologica                                                  due copie di cui una in bollo da € 1,81

 

Verifiche di stabilità dei fronti di scavo e,    due copie di cui una in bollo da € 1,81
ove necessario, verifiche delle opere di
 sostegnoe di fondazione

 Documentazione fotografica                                      una copia

 L'Ufficio competente in materia, in funzione della tipologia dell'intervento, può richiedere all'interessato chiarimenti e integrazioni degli elaborati progettuali presentati con particolare riguardo a relazioni su indagini geologiche ed altre indagini ritenute necessarie per il compimento dell'istruttoria stessa, tenuto conto delle prescrizioni del D.M. 11/3/88. 

Attenzione: Enti Pubblici ed assimilati non devono apporre i bolli. 

La Relazione tecnico descrittiva, redatta da un professionista abilitato ai sensi di legge, descriverà le opere oggetto di autorizzazione ed espliciterà le modalità esecutive delle opere e degli interventi sul terreno, anche di tipo provvisionale previsti dal progetto, richiamando le indicazioni fornite dalla documentazione di carattere geologico.

 La Documentazione progettuale redatta da un professionista abilitato ai sensi di legge, illustrerà le opere  oggetto di autorizzazione e comprenderà:

 una corografia generale in scala 1:25.000;

 uno stralcio della CTR in scala 1:5.000 o 1:10.000, comprendente un'area estesa almeno 500 metri attorno alla zona d'intervento;

un estratto, o copia di originale, della planimetria catastale, con indicazione dei mappali interessati dai lavori, ciò al fine di individuare l'esatta ubicazione delle opere e l'eventuale interferenza o vicinanza di un corso d'acqua pubblico;

la planimetria dello stato attuale e di progetto, in scala non inferiore a 1:200. Per le opere a grande sviluppo longitudinale la scala della planimetria potrà essere opportunamente ridotta con il limite di 1:2.000;

le sezioni longitudinali e trasversali allo stato attuale, di progetto e di raffronto, in scala non inferiore a 1:200, atte ad individuare l'andamento complessivo del terreno;

il progetto di sistemazione delle aree scoperte, redatto alla scala di progetto, atto a valutare i tipi e le collocazioni delle alberature e delle sistemazioni a verde, nonché l'individuazione e la quantificazione, in rapporto alla superficie disponibile netta, delle zone impermeabilizzate con il relativo schema delle defluenze delle acque.

 

Dove procurarsi la CTR?      Presso il servizio cartografico della Regione Liguria

Dove procurarsi l'estratto catastale ?. Presso gli Uffici Tecnici Erariali. 

La documentazione geologica a corredo della richiesta di autorizzazione ad effettuare movimenti di terreno di cui agli artt. 34 e 35 L.R. n° 22/84 ed artt. 35 e 36 L.R. n° 4/99 in zone sottoposte a vincolo per scopi idrogeologici ai sensi del R.D. n° 3267/1923, redatta da professionista iscritto all’albo dei geologi

Nelle zone sottoposte a vincolo idrogeologico le indagini geologiche dovranno avere carattere esecutivo, in modo tale da fornire gli elementi essenziali per la tutela dell’assetto idrogeomorfologico dei luoghi, con particolare riferimento alla tutela dei tre fattori del vincolo quali: stabilità dei versanti, copertura vegetale e regimazione delle acque.

La relazione geologica, allegata alla documentazione progettuale, dovrà quindi fornire una caratterizzazione geomorfologica ed idrogeologica dell’area, evidenziando gli interventi necessari a limitare l’impatto sul territorio e quindi a ridurre il rischio connesso a condizioni di vulnerabilità geologica ed idrogeologica del sito.

 La relazione geologica e geotecnica esecutiva, al fine di garantire quanto sopra enunciato, dovrà contenere, con sufficiente dettaglio, quanto di seguito indicato:

      q       inquadramento geologico, geomorfologico e idrogeologico dell’area di intervento e
            di un suo adeguato intorno;

q       descrizione delle risultanze delle indagini eseguite con particolare riferimento ai dati derivanti da prospezioni geognostiche dirette o indirette da saggi diretti o sondaggi meccanici e/o prospezioni geofisiche, da prove geotecniche e geomeccaniche in sito e/o in laboratorio;

q       profilo stratigrafico dei terreni e parametrizzazione geotecnica e/o geomeccanica del suolo e del sottosuolo direttamente interessati dalla proposta progettuale;

q       documentata verifica di stabilità del versante, nel caso di interventi particolarmente incidenti sull’assetto del territorio, per un significativo tratto, a monte e a valle del versante nell’area d’intervento;

q       valutazioni sulla fattibilità dell’intervento con attestazione di compatibilità tra progetto e caratteristiche geologiche rilevate;

q       indicazioni operative relative alle modalità di scavo e/o riporto, alla preparazione del piano di fondazione, alla regimazione idrogeologica e alla sistemazione finale dell’area interessata dalle nuove opere.

 

La scelta del metodo o dei metodi di indagine dovrà essere adeguatamente discussa nello studio geologico, in rapporto all’effettiva estensione del volume da parametrizzare, inteso in termini geologici e ai limiti di attendibilità delle correlazioni adottate.

Le indagini andranno estese a tutta l'area interessata dall’intervento e ad un suo congruo intorno (area di possibile influenza), valutando sia lo stato di fatto sia la situazione conseguente alle modificazioni che si intendono realizzare.

 Alla relazione geologica dovranno essere allegati gli elaborati cartografici di seguito indicati:

 

q       corografia dell’area di intervento e di un suo adeguato intorno alla scala 1:5000-1:10000 con ubicazione dell’area di stretto intervento;

q       elaborati di inquadramento generale quali: carta geologica, geomorfologica ed idrogeologica alla scala 1:2000-1:5000;

q       carta geologico-tecnica e/o carta delle prospezioni geognostiche e prove in sito alla scala di progetto in ogni caso a scala con denominatore non superiore a 500;

q       sezioni geologico-tecniche alla scala di progetto, in ogni caso a scala con denominatore non superiore a 500; scale di 1:1000, 1:2000 sono utilizzabili per sezioni orientate a fornire inquadramenti del terreno interessato dall'intervento, nonché di un conveniente intorno, sul quale con responsabilità, il redattore degli elaborati, ritiene possa estendersi l'influenza;

q       stratigrafie derivanti da indagini geofisiche, geognostiche e/o geotecniche con denominatori di scala ritenuti congrui e comunque mai superiori a 200;

q       risultati di analisi di laboratorio;

q       risultanze delle analisi e delle verifiche di stabilità;

q       eventuale documentazione fotografica.

 

Si evidenzia inoltre che alla fine dei lavori dovrà essere presentata una relazione geologica di “fine lavori” in cui sia certificato, da parte del Geologo, l’adempimento delle prescrizioni impartite e l’idoneità dei lavori eseguiti in rapporto alla tutela dell’assetto idrogeomorfologico della zona di intervento.

Tale relazione dovrà inoltre essere corredata di una essenziale documentazione fotografica commentata sulle più significative fasi di intervento, al fine di costituire una banca dati delle caratteristiche geologiche riscontrate durante l’esecuzione dei lavori.

Qualora la Comunità Montana abbia richiesto, a garanzia di una corretta e regolare esecuzione dei lavori, il versamento di un deposito cauzionale di cui all’art.37 della L.R. 4/99, la consegna della “relazione di fine lavori” - che attesti la corretta esecuzione dei medesimi - garantisce lo svincolo del deposito stesso.

 Relativamente alla documentazione geologica a corredo della richiesta di autorizzazione ad effettuare movimenti di terreno in zone sottoposte a vincolo per scopi idrogeologici ai sensi del R.D n.3267/1923 occorre distinguere alcune situazioni non soggette, nelle fasi autorizzative, alla presentazione della relazione geologica, ferma restando la libera produzione di elementi conoscitivi ed illustrativi di carattere geologico.

A questa categoria appartengono gli interventi “minimi” quali:

 

·        realizzazione di interventi di ristrutturazioni edilizie con sopraelevazione, anche comportanti ampliamenti volumetrici, che non modifichino in maniera sostanziale le condizioni di carico e/o che incidano in termini irrilevanti sul terreno di fondazione e/o sulle condizioni di stabilità del versante;

·        realizzazione di strutture edilizie non residenziali destinate al contenimento per volumi variabili di sostanze liquide (vasche, serbatoi di qualsiasi genere, anche interrati) di volume < 50 mc, e che non incidano in termini rilavanti sul terreno di fondazione e/o sulle condizioni di stabilità del versante;

·        modificazioni dell’assetto della superficie del terreno, anche permanenti (scavi o riporti non finalizzati o connessi a realizzazione edilizia di qualsiasi destinazione) che comportino spostamento o riporto di terre e rocce che determinino fronti di scavo, o di accumulo - ancorché sistemati con muri di sostegno - di altezza inferiore a 2.5 m e di estensione lineare inferiore a 5.0 m.

 

Per quanto riguarda il regime autorizzativo i sopracitati interventi definiti “minimi” risultano quindi svincolati dalla necessità di produrre la documentazione geologica sopra indicata e sarà sufficiente la presentazione di apposita ed esplicita dichiarazione del geologo incaricato nella quale si attesti che l’intervento proposto risulti ininfluente ai fini dell’assetto idrogeologico del versante. 

La Documentazione fotografica mostrerà il sito nel quale verrà edificata l'opera e comprenderà uno schema che individui i punti di ripresa e tutte le immagini utili alla visualizzazione del contesto. 

Chi rilascia l'autorizzazione?

 Il Dirigente dell'area tecnica della Comunità Montana nei territori di competenza.

 Quali spese devono essere sostenute o quali versamenti bisogna effettuare ?

 E' necessario versare a beneficio della Comunità Montana: € 75,00 sul Conto Corrente Postale n°19553163,oppure sul conto corrente bancario n°691490 codice ABI 6175 CAB 31910 CIN N Filiale 181 CARIGE Carasco, con la seguente causale: spese istruttorie e sopralluogo per rilascio autorizzazione al vincolo idrogeologico.

 CON  DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA   N.  84  del Registro Deliberazioni          Prot. n.  3032 del 28/06/2001 SONO STATE  STABILITE LE SEGUENTI   INTEGRAZIONI ALLA NORMATIVA  AI FINI DEL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI RIGUARDANTI IL VINCOLO IDROGEOLOGICO.

1) di stabilire in 36 mesi la durata di validità del nulla-osta relativo al vincolo idrogeologico, con possibilità di richiesta di proroga, da avanzare almeno 60 giorni prima della scadenza;

2) di stabilire inoltre che le autorizzazioni in argomento siano eventualmente subordinate alla costituzione del deposito cauzionale di cui all’art.37, comma 3, della L.R. 4/99 secondo le seguenti modalità: a) valutazione in sede istruttoria della tipologia ed entità dell’intervento da parte del Geologo incaricato con conseguente parere tecnico e determinazione dell’importo

3) di dare atto che il presente provvedimento integra la deliberazione n°18 del 22/01/2000

 4) di richiedere; in ogni caso, la attestazione di regolare esecuzione dei lavori, resa dal direttore dei medesimi anche nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi del D.P.R. 445/2000;   

PER LE PROROGHE DELLE AUTORIZZAZIONI GIA' CONCESSE

-Le pratiche dovranno essere comunque corredate di relazione geologica esecutiva

-nel caso di prima richiesta di proroga sarà sufficiente una dichiarazione del tecnico direttore dei lavori dove attesta che l'area interessata dall'intervento preposto non ha subito mutamenti di sorta (frane; smottamenti ecc.) e nel caso in cui siano stati eseguiti gli interventi, per intero o in parte, dichiarazione che gli stessi sono stati eseguiti in conformità di quanto autorizzato;

-per  eventuali rinnovi successivi sarà necessario che il tecnico professionista abilitato, all'uopo incaricato dall'ente, faccia una verifica dello stato dei luoghi mediante sopraluogo con successiva redazione di verbale.Pertanto il richiedente dovrà provvedere al versamento della somma di 
€ 51,65 quale contributo per spese di istruttoria della pratica, seguendo le stesse modalità sopra riportate. 


 

 

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